Il mestiere dello psicoterapeuta è, per i non addetti ai lavori, intrigante ma difficilmente comprensibile. Ne sfuggono le regole, i principi ispiratori e i meccanismi di funzionamento che lo differenziano rispetto ad altre relazioni di aiuto: la confessione religiosa, la consulenza di un filosofo o addirittura di un mago, la chiacchierata fra amici. Così può capitare che, magari durante un invito a cena, uno sconosciuto ti dica, dopo aver saputo che lavoro fai, che deve fare attenzione perché tu puoi capire facilmente tutto di lui. Il pubblico profano, cioè, ha una visione stereotipata della figura professionale dello psicoterapeuta.
domenica 21 aprile 2013
sabato 13 aprile 2013
Eroi e adolescenti
"L’eroe leggendario che compie grandi gesta e azioni clamorose costituisce l'ideale per l’adolescente, vincolato dalla sua disperante “miseria”, a fronte dell'onnipotenza infantile perduta. Ma le azioni eroiche sono legate a doppio filo con la morte e questo colloca l’enigma della vita al centro della scena. Rischiare il tutto per tutto significa quindi appropriarsi della propria vita, per dominare il senso inafferrabile di una perdita/morte subita. L’adolescente si avventura con slancio coraggioso nel percorso pubertario, per costruire un’immagine di sé sufficientemente eroica”.
domenica 3 febbraio 2013
Missing
Non so a voi ma a me capita sempre più frequentemente di imbattermi in persone scomparse. E non fanno tutti parte della categoria dei debitori che non vogliono pagare! Operai con cui si è concordato un lavoro, studenti che hanno insistito per avere la tesi, persino amici. Gli scomparsi non si limitano a non fornire più loro notizie: non rispondono nemmeno ai messaggi, né alle mail e il loro telefono squilla libero, oppure è disabilitato.
sabato 26 gennaio 2013
La Tregua
Loredana, sedici anni, racconta che lei e il suo ragazzo sono diventati troppo ansiosi e fanno interminabili discussioni. Lui è spaventato dalla forza che sta assumendo il loro rapporto e lei deve continuamente incoraggiarlo, come una premurosa crocerossina, a tenere duro. Giovanni dice che pensa a lei come alla donna della sua vita ma questo lo angoscia perché vorrebbe fare altre esperienze, avere altre ragazze: “Vorrei che avessimo già trent’anni per sposarci, fare dei figli e non lasciarci più, per sempre. Vorrei che questa fase fosse superata! Ho paura di doverti già dire: ‘Se mi lasci, ti ammazzo!”.
Quando stanno insieme ci sono ancora, di tanto in tanto, momenti di meravigliosa complicità. Ma poi, all’improvviso, lui si fa negare oppure, se la incontra, si chiude nel silenzio; quando passeggiano nei centri commerciali critica le coppiette che si tengono per mano perché sono troppo melense. Loredana lo insegue, lo esorta a lasciarsi andare: “Un poco alla volta, miglioriamo!”. La coppia va avanti ma è lei che mette tutta la benzina. Ora la crocerossina è stanca e senza più energie. Gli ha proposto una tregua: “Cerchiamo di vivere senza parlare sempre dei nostri problemi, sennò non ce la facciamo!”.
A volte gli adolescenti, senza che noi ce ne accorgiamo, vivono rapporti estenuanti. Si votano all’altro anima e corpo, si tendono terribili trabocchetti. Senza volerlo, si infilano dentro vicoli ciechi. Eppure, con coraggio e incoscienza, cercano anche loro di rispondere all’eterna domanda: che cos’è l’amore?
Emilio Masina
martedì 1 gennaio 2013
Okkupazione
Il folto gruppo dei genitori davanti al prestigioso liceo romano era preda di un’intensa agitazione. La campanella che segnava l’entrata dei ragazzi era suonata da un pezzo ma mamme e papà (questi ultimi in numero, a dire la verità, piuttosto ridotto) stazionava ancora sul largo marciapiedi commentando le recenti agitazioni degli studenti che contestavano il ddl Aprea di riforma della scuola.
sabato 15 dicembre 2012
Questione di concentrazione
Mario, insonne, spiega che per facilitare l’addormentamento chiude gli occhi e pensa alla sua barca a vela: Però non a quando naviga e si gode il viaggio, il sole e la brezza leggera che gli carezza la faccia, i riflessi del mare al tramonto oppure, quando è notte, lo splendore della luna piena.
sabato 3 novembre 2012
Poltrone?
Lorenzo mi racconta che i teatri di Londra,
costruiti in età vittoriana, stanno sostituendo le loro scomode poltroncine, che
non consentono di assumere una postura confortevole. La spina dorsale è costretta
a curvarsi per sostenere il peso della testa e i muscoli di tutto il corpo
vengono sottoposti a una sgradevole tensione. Gli spettatori fanno continui
movimenti per trovare un assetto più comodo, oppure tendono ad appisolarsi. Ora
verranno montate poltroncine ergonomiche ma sarà un cambiamento limitato: non
come quando i teatri venivano buttati
giù e rifatti interamente, come è stato per il Theatre Royal, il più vecchio di
Londra, demolito e ricostruito tre volte.
Ivano, invece, dice che si è rassegnato a cambiare i
mobili della sua casa senza cambiare l’abitazione, che pure ha molti difetti.
Sarebbe bello avere una casa nuova ma troppo faticoso e oneroso per le sue
finanze.
Metafore architettoniche per parlare di sé e del
nostro lavoro. I pazienti spesso vorrebbero cambiamenti limitati, selettivi,
che tolgano il disagio senza obbligare a faticose ristrutturazioni. Le
emergenze emozionali, come le pietanze troppo forti assaggiate all’estero, sono
fastidiose e mettono in contatto con altri mondi.
E gli psicoanalisti? Tanti soffrono di mal di
schiena, per le molte ore trascorse seduti ma soprattutto per le tensioni
immagazzinate sul lavoro e comprano ingombranti poltrone ergonomiche. Più facile,
anche per loro, piuttosto che tornare di tanto in tanto in analisi, come
suggeriva Freud, affidarsi alla poltrona ortopedica?
Emilio Masina
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